Cartoline del feed
2026-10-08Ricordi di persone, personaggi, personaggini che hanno avuto un percorso nel feed
Ho altre cartoline sempre del feed.
Mar* era l’imprenditore che gestiva un importante mangimificio alla periferia di Lodi. Con lui avevo un rapporto confidenziale essendo io di Lodi Vecchio e lui di S. Angelo Lodigiano (santangiulìn tuti ladér e asasìn). Aveva messo in piedi una attività di rendering per ritirare i prodotti dalla grande distribuzione scaduti o prossimi alla scadenza che l’industria non gradiva venissero rinviati ai siti produttivi. Era una attività molto lucrativa, già in essere vicino a Cremona, con la gestione di persone competenti. Aveva allestito un capannone ed occupava manovalanza giornaliera. Aveva avuto problemi con le autorità di territorio, che conosceva molto bene, che richiedevano una messa corretta soprattutto della parte elettrica. La grande distribuzione spingeva per aumentare le quantità di ritiro. Da questa attività Mar* aveva creato un prodotto, tipo derivato del latte, da utilizzare quale prodotto per l’industria mangimistica ed aveva richieste di quantità alte al riguardo. Mi chiamò perchè aveva dei problemi: non aveva messo in maniera corretta la parte elettrica ed aveva bisogno, diceva lui di almeno 30 giorni per l’adeguamento. Mi interessai e gli venne concesso un termine di 90 giorni. Nel frattempo i protagonisti della attività in Cremona mi chiesero di fare da intermediario per la cessione del 51% della attività nel lodigiano, occupandosi loro della messa in opera della revisione della parte elettrica e della conduzione dell’attività lasciando un sostanziale beneficio al Mar*. Lui rispose picche, trascorsi i 90 giorni, senza fare alcunchè, il tutto si chiuse. Non so esattamente come, ma anche il mangimificio restò inoperoso. Triste storia.
Questa cartolina è vecchia, risale prima del 1965. Il Mangimificio era a Parma e mi ricordo che lo visitai. Era un mangimificio specializzato in alimenti per suini e condotto da Cant* che trovai alla scrivania e mi diede l’immagine di avere a che fare con un suinide di corporatura pesante. Mi ricordo dei suoi occhi e delle sue orecchie.
Questa è la cartolina della Chec* che anche Ambrogio ricorda quale professionista molto abile. Come dimenticarsi delle calze a rete vistose e con lo strappo anch’esso vistoso? Come dimenticare la visita nell’ufficio di Bichisao con il boa bianco che l’avvolgeva? Da lei fui invitato al Ristorante Cavallino in via Vittor Pisani, sotto gli uffici del mega rivenditore tedesco, e mentre eravamo al tavolo si sfregava il seno sinistro. “Ma perchè ti sfreghi?”, “Ma non non lo sai? Ho avuto un incidente.” e mentre lo diceva estrasse la mammella sinistra tutta bluastra. Il cameriere chiese scusa e ritornò con i piatti dopo circa cinque minuti.
Cosa dire della cartolina di Bichisao? Nel 1988 con Grabitz avevamo messo a punto la diluizione su matrice granulare di Ossitetraciclina e io distribuivo dei sacchettini di plastica con 20-30 grammi di granuli. Bichi mi incrociò in corridoio: “Flavio smettila con queste stupidaggini. Dammi l’Ossitetra dei cinesi che tanto i due circuiti integrati mi riconoscono il 10% in più del prezzo di Sint*.”. Ed era uno dei soci importanti delle nostre fabbricazioni, ma mancò troppo presto. Era un giocatore di scacchi mediocre con il movimento delle pedine, tipo dama. A briscola chiamata era un pericolo pubblico.
Di Bichisao hai ricordato ma di Giancarlo?
Giancarlo era speciale. Lavorava alla CCC e scriveva la prima nota su uno scrittoio in piedi. Quando me la raccontò mi fece ridere. Salendo di corsa su di un autobus a Milano si spense la sigaretta sulla guancia e gridò dal dolore. “Ma sei scemo?”, “Avevo premura e non ho saputo scegliere meglio.”. Studiammo insieme e Giancarlo fu il primo agente di Philips sezione Duphar per Modena, divenne socio nelle nostre attività. Mancò giovane.
Questa cartolina invece riguarda GB M*, un vero mito. La nostra confidenza crebbe poco a poco, complice anche Ambrogio. Mi ricordo a casa sua, lui in vestaglia, con in mano un fascio di assegni posdatati. “Sono di quasi tutti i miei conoscenti. Li rinnovo alla scadenza calcolando interessanti interessi.”. Non capivo perchè, per me non li avrebbe mai incassati. Ma eravamo già in una realtà virtuale. Io andai a trovarlo nel suo ufficio il giorno dopo che venne interdetto, da parte dei figli, dal Tribunale di Milano, con anche una telefonata proveniente da Lugano, lui a letto con la governante e l’ufficiale giudiziario del Tribunale di Milano. Il giorno prima era furibondo, il giorno dopo era l’uomo più felice di questo mondo: “Posso fare tutto quello che voglio.”. Mi fece i calcoli delle sue rendite che erano di molto superiori alle cifre mensili da lui spese. E’ un ricordo bello.
Beh adesso vediamo le vostre.
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