2027 considerazioni di base

2027 considerazioni di base

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La previsione per ogni nuovo anno ha l’obiettivo di evidenziare le cifre di bilancio per il 31/12 del nuovo anno. Ogni anno si devono fare alcune considerazioni:

  • Ogni anno ogni risorsa invecchia
  • La risorsa riceve un netto in busta paga che diventa sempre meno utilizzabile per migliore il mantenimento del proprio tenore di vita.
  • In passati post ho fatto delle proposte in merito agli utili non ripartiti che i soci lasciano in azienda per permettere la continuità, in periodi che diventano sempre più precari sul fronte della mantenibilità. Gli utili mandati a riserva hanno già pagato le tasse per la loro costituzione e se il socio vuole prendere, perchè sono soldi suoi, da destinare ad altre attività è comprensibile. Da qui la mia proposta di permettere la non tassazione agli utili dei soci lasciati come riserva se portati a capitale sociale con l’obbligo di mantenere il capitale sociale uguale per almeno 5 anni.
  • Quest’anno stiamo vivendo l’aumento dei costi delle energie, piglio come esempio la benzina ed in questo contesto critico non capisco perchè lo Stato debba prendere, con l’Iva, una maggiore entrata del > 50% dal maggior prezzo delle energie.
  • Il mantenimento delle attività deve tener conto del peso burocratico. Come esempio per il settore feed, settore nel quale opero, faccio presente le considerazioni del dr. Belloli, quale  responsabile a livello di ASL provinciale o territoriale ed anche territoriale per il nostro settore che faceva l’esempio dei servizi veterinari. Confrontava il numero dei Veterinari addetti ai controlli dell’attività feed nel suo insieme: in Italia operano 7.000 veterinari, in Francia, con un settore feed doppio di quello italiano, operano 400 veterinari, in UK, con il settore feed equiparabile a quello italiano 200. La differenza del numero non è valutabile solo con il costo delle risorse ma anche con ciò che fanno: i controlli. Con un settore feed in evoluzione con la perdita delle entità di piccole dimensioni e quindi con una maggiore attività di controllo per le attività che ancora, anche se a fatica, si mantengono.
  • Per il settore feed cito due esempi:
  • Ho letto che il Brasile ha deciso di non adempiere alle richieste fatte dalle autorità, in particolare, quelle italiane, per i macelli per la produzione della bresaola. Ho fatto dei post al riguardo. Il Presidente Moro del DOP sulla bresaola fa presente che l’80% della carne viene acquistata dal sud America di cui il 60% dal Brasile, che oggi trovano collocazione in altri mercati. Il Presidente Moro afferma che l’acquisto dell’80% in Sud America, e mi risulta che l’altro 20% venga dal corno d’Africa, è indispensabile per la contrazione dell’offerta degli allevamenti italiani. Questa affermazione è non solo falsa ma inopportuna. Le vaschette di plastica arrivano già pronte e vengono solo immagazzinate per mantenere il marchio DOP. Ogni vaschetta riporta il muso della bruno alpina mentre il componente carne viene da zebù. Senza nulla togliere alla nobiltà dello zebù perchè non mettere il muso dello zebù al posto della bruno alpina per dare una maggiore e corretta informazione al consumatore?
  • Ho avuto la possibilità di nutrirmi con una vaschetta di carpaccio, fabbricata in Trentino con la scritta, relativa alla carne: proveniente da carne UE e non UE. E un certo Farinetti, se non mi ricordo male, mi dice che mangerà sempre meno carne. Ma che significato ha carne UE e non UE? Non ho il diritto, quale consumatore di sapere: dove è nato l’animale da cui è stata ricavata la carne? come e dove è stato allevato? come e dove è stato macellato? come e dove è stato trasformato e con quale tecnologia?
  • Ognuno dei punti ha una propria storia ed una propria importanza talvolta non attentamente considerata ma con un filo che riguarda l’aspetto sia economico che sociale. Il mantenimento del territorio è strettamente collegato con le attività del feed.
  • Mi è stato risposto che tutte le dichiarazioni rispettano la norma. Le dichiarazioni che riguardano la sostanza (la carne) sono impalpabili e tese a dare una immagine falsa e non completa al consumatore. Ma se anche così fosse non è il caso di rivedere le norme?
  • Quando gli operatori del settore feed si sono incontrati ai valichi di frontiera con i loro giubbetti gialli veniva esibita la documentazione relativa al luogo di provenienza e alla logistica ma non veniva dichiarato il destinatario. Ora ognuno può allevare dove vuole. Ognuno può trasportare ciò che è lecito, ma dato che l’obiettivo era salvaguarda il Made in Italy non era più utile indicare il destinatario se questi poi commercializza utilizzando il marchio Made in Italy? Perchè è solo costui che falsifica, non chi alleva o trasporta. Questo è condivisibile? E se non viene fatto e si raccolgono moltitudini con i giubbotti gialli non è che questo nasconda o abbuia interesse a non dichiarare chi effettivamente specula su un marchio “Italy” che viene così farloccato, disvalorizzato?

Forse le difficoltà di fare delle previsioni per il settore feed diventa sempre più difficile. O forse è l’età che rende meno visibili i dettagli. Questo post è una parte di eredità.

About the author:

ho operato da sempre nel settore dell'alimentazione degli animali da reddito in Europa e nel mondo. Benessere animale, sicurezza dei manipolatori, degli utilizzatori e dei consumatori sono le linee direttrici. Un aspetto importante è lo sviluppo durevole e i ruoli per i giovani nonché l'accessibilità per i meno abbienti a derrate alimentari sicure

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