A: Si il secondo rimbalzo, come lo chiami, è stato il risultato della sperimentazione.
Le riflessioni di oggi non nascono da una posizione teorica, ma da una esperienza operativa lunga e verificata sul campo nel tempo. Se ci limitiamo alla sperimentazione relativa all’enterocolite del coniglio, avviata in emergenza, ha richiesto un livello di controllo estremamente elevato tra e con i diversi ruoli: dispersione omogenea, monitoraggio delle contaminazioni, farmacovigilanza, tracciabilità puntuale, controllo dei residui, verifica delle persistenze, riduzione dei trascinamenti, attenzione alle emissioni, tutela dell’export alimentare. Quei Veterinari svolsero un lavoro davvero fantastico. I numeri della sperimentazione parlano da soli: centinaia di lotti, decine di siti produttivi, milioni di animali monitorati e nessuna non conformità rilevata da controlli non del tutto amichevoli. Questa esperienza ci ha insegnato qualcosa che oggi riteniamo ancora più importante: la qualità reale di un sistema nasce dalla precisione delle specifiche e dalla capacità di verificarle senza pregiudizi: l’impianto non conosce i nomi commerciali, non conosce le abitudini, non conosce la storia delle formulazioni. L’impianto conosce solo: specifiche, dispersioni, rapporti, stabilità, residui, trascinamenti, emissioni, comportamenti misurabili. Ed è proprio anche questa esperienza (speravo che venisse ricordata almeno da coloro che insieme con noi l’hanno compiuta) che oggi ci porta a porre una domanda ulteriore: la stessa attenzione rigorosa che abbiamo applicato alla sicurezza farmacologica e alla contaminazione può essere estesa anche agli apporti nutrizionali? La risposta è sicuramente si.
In un contesto in cui il ruolo del microbiota e delle sue attività metaboliche appare sempre più centrale – pur non essendo ancora completamente chiarito – diventa legittimo chiedersi se ogni apporto (singolo microingrediente) introdotto nel feed sia realmente indispensabile, coerente e compatibile con gli equilibri biologici del sistema. Non come critica al passato, non come rifiuto dei trattamenti terapeutici, non come posizione ideologica, ma come naturale evoluzione di una cultura tecnica basata sulla verifica.
S: Chiarisci meglio.
Forse oggi il vero aggiornamento consiste nel passare dalla logica del “si aggiunge perché storicamente previsto” alla logica “si introduce ciò che dimostra realmente di essere necessario, stabile, sostenibile”.
Perché nei sistemi complessi anche la nutrizione, come la farmacologia, dovrebbe essere guidata non dall’abitudine, ma dalla qualità delle specifiche e dalla capacità di rimetterle continuamente alla prova, alla verifica.
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