5 Feed: le specifiche

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A: Queste benedette specifiche. Mi ricordo che nell’età della pietra, tutto era molto relativo. Il prodotto principale che si vendeva era “U.G.F.” (Fattori sconosciuti di crescita). Una accozzaglia di tutti i residui delle varie fermentazioni che erano presenti sul territorio (i brevetti non erano permessi in Italia per qualsiasi ingrediente per l’uomo, l’animale e le piante: almeno 15 siti di produzione di antibiotici).

S: Mi ricordo che a Parma venivano tagliati, Vecchi se non sbaglio, con dei residui di caffè. Ma poi vi ricordate la Vitamina U? E quel F. che aveva litigato con C. il primo contrasto del settore da tribunale?

A: E da noi Grabitz con le sue formulazioni liquide e poi in polvere: i tempi, le sequenze, le pause, i controlli durante le lavorazioni. Da qui comincia il nostro voler fare in maniera diversa?

Si i liquidi sono stati l’asilo. Il dr. Grabitz li metteva a punto molto bene. Avevamo già lavorato insieme nei primi anni ’80 per arrivare alla produzione di cellule inattivate ed integre, ma questa è tutta un’altra storia, anche se le specifiche (tempi, temperature, sequenze) erano determinanti. Il fatto che ci portò alle elementari fu il mio tardivo risveglio alla mattina.

A In che senso? Lo so, ma mi piace risentirlo.

Da sempre ho un risveglio lento. E sono solito prendere un caffè appoggiato alla spalliera del letto con i cuscini dietro la schiena, ed osservare il campo, e poi sul fondo le case. Quando nell’aria percepivo un piccolo alone di verdino, sapevo che a 1800 metri, tale era la distanza, stavano lavorando un furanico. Colazione e poi in auto per i 1800 metri e mano a mano il verdino diventava sempre più verdino giallino per poi terminare in giallo. “Dottor Grabitz, dobbiamo fare qualcosa, non possiamo colorare di giallo tutt’intorno.”. Il giorno dopo Grabitz trovò la maniera di far aderire i furanici ad una matrice vegetale prima e minerale poi, ma non solo per evitare il giallo ma perchè questi granuli si sarebbero dispersi meglio in un alimento. I furanici sono una famiglia di 5-6 molecole, ma dopo vennero le molecole per la coccidiosi (6-8), e tutte le molecole terapeutiche, ma aveva lavorato anche sulle vitamine. Per ognuno Grabitz aveva una sequenza secondo il grado di lipo o idro fobia. Con i granelli messi in sacchetti di plastica, Bichisao e Mauro visitavano i fabbricanti di alimenti in Italia, io in Francia, in Olanda (i 9 olandesi), in Belgio, in Germania. Il successo inatteso venne con il Carbadox e l’Olaquindox, che portarono l’impiego dell’Heubach. Il nostro percorso era la linea di produzione, il controllo in Laboratorio (< 0,1 micron/filtro) e le visite agli uffici acquisti dei fabbricanti di alimento e di premiscele. I clienti erano soddisfatti e ordinavano, la concorrenza era bloccata perché negli altri Paesi valevano i brevetti (in Francia ci fu un fallimento dovuto alla vendita di Nitrovin con la condanna a pagare il risarcimento alla multinazionale USA, e sapete che fu un evento da ricordare). Questo lo conoscete perché fa parte del primo rimbalzo per cui vi sono rapporti e filmati.

A – S: Lo sappiamo e ci ricordiamo le varie presentazioni in Power Point ma risentirlo è un piacere ed è il legame con le discussioni che stiamo facendo in merito alle specifiche per i nutrizionali.

Fu in Francia che la contestazione fu massiccia. Nel 1989 due Tecnici, di una delle massime cooperative,  pubblicarono l’articolo apparso su Alimentation Animal nel quale affermavano di aver perso la possibilità di gestione del dosaggio e della contaminazione, quindi sovradosaggi e spreco, e tiravano la corsa anche ad altri Tecnici che preferivano l’impiego dei  nostri granuli. La scuola francese aveva come vangelo Brugemann & Nieser: più particelle ci sono e meglio è la dispersione.

Con i nostri granuli noi diminuivamo le particelle. Stabilirono che usando i granuli italiani avrebbero avuto 300 volte in più di problemi nelle premiscele e 90 volte in più negli alimenti. Si organizzò un maxi test in 4 grandi fabbriche di alimenti. Noi chiedemmo che come tracciante venisse usata una molecola terapeutica, scegliendola tra le molecole che mai fosse entrata in tutti e 4 gli stabilimenti. Ma per la scuola francese (Tecaliman: 50% Sindacato dei fabbricanti di alimenti + 50% INRA) non era possibile in quanto i terapeutici erano tutti registrati (tutti uguali: 5% materiale puro + supporto = milioni di particelle) e quindi era tabù parlare di terapeutici: nessuno avrebbe voluto riiniziare il tour de force delle registrazioni perché costavano fior di soldi e tempo (il 70% dei vecchi produttori di terapeutici erano falliti perché avevano voluto mantenere la sfilza di registrazioni e si svenarono per poi alzare bandiera bianca). Venne scelto come tracciante l’Olaquindox. La premiscela della scuola francese: numero di qualche milione di particelle fini (da 7 a 103 micron con il 40% a 50 micron), ed aveva, nel filtro Heubach, 123,3 microgrammi di Olaquindox. La premiscela preparata da noi sulla linea BMP aveva poco meno di 80.000 particelle (da 10 a 950, con il 60% a 500 micron), ed aveva il valore regolare di < 0,1 microgrammo sul filtro. A poco valsero le nostre osservazioni relativamente alle emissioni, il concetto di sicurezza valeva meno di zero. I risultati non dimostrarono che con la nostra premiscela ci furono 90 volte in più di inconvenienti, anzi, le oltre 1400 analisi effettuate sulla premiscela, sull’alimento  ed in pellets, sull’alimento in sacchi, big bag e sfuso portato agli allevamenti dimostrò che la nostra preparazione registrava valori più conformi. E questo fu il rimbalzo che ci portò dalle elementari all’università.

A: Perché? A cosa fu dovuto questo risultato?

Perchèénella preparazione del test, che durò 5-6 mesi, ci furono gli incontri con i tecnici degli impianti ed i loro assistenti, con le loro esigenze di automatizzazione. Per noi fu Università perché venimmo accompagnati dento le fabbriche di alimenti: una diversa dalle altre ma tutte con una alta tecnologia e con tecnici che amavano i loro impianti e non volevano problemi. Ritornai da Grabitz, ci radunammo e spiegai perché la nostra premiscela andava modificata per poter sopportare gli stress: da qui nacquero le specifiche relative alle particelle < 50 micron: non dovevano esserci perché restavano sui fondi; le particelle < 100 micron: non dovevano esserci perché sarebbero state catturate dalle aspirazioni; e poi gli stress della temperatura, della compressione, della scorrevolezza, dell’aderenza. L’impianto non riconosceva la molecola Olaquindox o altre, l’impianto riconosceva le specifiche. Le specifiche dovevano essere compatibili con l’impianto. Fu il primo rimbalzo.

S: E’ per questo che Jacques con Doxal France ebbe quel fantastico successo e che venne creata una linea di produzione locale per le premiscele a base di micro minerali.

Si fu davvero un vero salto: avevamo compreso l’importanza delle specifiche. L’impianto si meritava questa scoperta. L’impianto degli alimenti è NASA, è vettura da F1.

A: Con i microingredienti attuali come la mettiamo.

Ogni microingrediente ha proprie caratteristiche, direi che ogni lotto deve essere visto molto bene, che debbono essere conosciute ed approfondite tenendo in considerazione che dovrà venire distribuito a 20-50- 100 mg per quintale di alimento. Le particelle del microingrediente debbono essere preparate allo scopo. Si costruisce la compatibilità con l’alimento che ha proprie caratteristiche ed è lo studio della compatibilità nello spazio (le limitate particelle del microingrediente debbono avere un comportamento compatibile con le particelle dell’alimento). La costruzione deve anche considerare il tempo e qui sono le caratteristiche dell’impianto, le procedure, l’immissione, la movimentazione sino alla bocca dell’animale. Abbiamo visto insieme il post dedicato alla costruzione della compatibilità. Sino ad ora ci siamo riusciti, anche se continuiamo a cercare i miglioramenti.

Rileggiamo insieme la costruzione della compatibilità, ne vale la pena.

 

 

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ho operato da sempre nel settore dell'alimentazione degli animali da reddito in Europa e nel mondo. Benessere animale, sicurezza dei manipolatori, degli utilizzatori e dei consumatori sono le linee direttrici. Un aspetto importante è lo sviluppo durevole e i ruoli per i giovani nonché l'accessibilità per i meno abbienti a derrate alimentari sicure

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