Zeno chiama il suocero del rivale “cada” da una parola ispanica, nella saga di pennac “è un angelo” diventa il nome. Mio padre ha 94 anni e mi piace talvolta immaginare all’indietro con lui. Uno dei nostri giochi è immaginarci a Lodi Vecchio, uscire di casa, scegliere un percorso (la Madòna, el Césieul, San Roc, el cimiteri, Santa maria).
Dai usciamo, apriamo la porta con la maniglia, l’anta azzurra di legno e siamo su via libertà, subito a sinistra c’è il dazio, davanti a sinistra il Felés, di qui la bottega con la frutta e le verdure, sulla sinistra il cortile con il noce, il carro e la stalla del cavallo, ma oggi attraversiamo, ci portiamo sul marciapiedi davanti per andare a santa maria.
No, il marciapiede non c’è. Il gioco lo porta lui, io lo seguo con i miei 8-9 anni e rivedo i colori, le dimensioni, sento anche i profumi (il pecorone del bandirali), ma lui spazia.
Uisìn (da luigi) faceva il ciabattino e, qualsiasi frase dicesse, ci metteva “quél sé capìss”: ma perché le scarpe me li fai pagare così care? E lui iniziava “ quél sé capìss, gho mìss la para”. Breve per tutti, ma proprio proprio tutti era Quél sé capìss.
Barcelona era la moglie, l’aveva portata da un paese verso Crema e si credeva … si credeva … Non sapeva ne leggere ne scrivere. Mio padre aveva fatto il letto, i comodini, l’armadio, la cassapanca ed il tavolo. Mia mamma aveva avuto da dire sul pagamento, ma lei, la cremasca aveva chiarito “e ben? num ghem i solch [questo i solch era sconosciuto nel nostro dialetto].” Ma i “solch”, che poi erano i soldi, non c’erano e mio padre riprese tutto all’infuori del letto, perché non si poteva. E Barcelona, pensa te, entrò nella commissione interna della BB in piazzale Lodi, a Milano. Ma se non sapeva ne leggere ne scrivere? E allora? Lo zio Bric diceva: quéla lì n’a ciapà tanti, ma tanti, che a met’in fila se fan du binari milano roma e anca el return.
Queste sono le radici. Questo il dna. E andiamo di casa in casa, io ricordo i colori, mio padre gli uomini e le donne. Maria la vuncia, el gùs, tanu el sart. E per ogni persona i legami, le parentele, le storie, le passioni, le storielle. La vita non è bella o brutta, è originale.
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