La de carbonizzazione rapida dei mezzi di produzione elettrica, accelerata dal riscaldamento climatico, necessita di investimenti considerevoli per sostituire le energie fossili così come un aumento della domanda in materia prime, provenienti da miniere. Vi è una competizione tra ER (energie rinnovabili) e nucleare. Due modi di produzione che possono essere complementari, ma che richiedono risorse naturali e finanziarie che sarà utile utilizzare con estrema parsimonia.
Inoltre, l’accesso a queste risorse è già stato oggetto di una concorrenza geopolitica molto forte tra i blocchi economici quali: Usa, Asia, Europa. E’ in questo contesto che la densità energetica del nucleare diventa interessante. Nella ricerca dell’equilibrio tra le due scelte (ER e nucleare) è essenziale considerare non solamente il problema dell’intermittenza di produzione per ER, ma anche altri criteri importanti che raramente vengono considerati: la sobrietà nel consumo di risorse minerali ed estrattive, lo spazio occupato per i differenti mezzi di produzione, la durata della vita dei mezzi di produzione (reattori, pale eoliche, pannelli fotovoltaici) e il ritorno economico sull’investimento.
Materie prime
Il Dipartimento dell’energia americano, mostra l’interesse della densità energetica del nucleare che utilizza meno materie prime, in particolare di metalli rari. Lo hanno ben documentato Bartak e Vallée di NucAdvisor: Nuclear Energy: an Opportunity for Europe. 2023.
Tabella 1 – Fonte US Department of Energy – 2015
Tons/TWh secondo la fonte
Nucleare
Idraulica
Eolica
Solare PV
Cemento – Calcestruzzo
760
14.000
8.000
4.050
Acciaio – Ferro
165
67
1.920
7.900
Rame
3
1
23
850
Alluminio
0
0
35
680
Vetro
0
0
92
2.700
Silice
0
0
0
57
Totale
928
14.068
10.070
16.237
Lo studio di International Energy Agency (IEA) nel 2021 conclude che, tra l’insieme dei materiali, solo il Rame e la Silice possono diventare dei materiali critici durante la transizione energetica. E’ il punto debole dell’energia solare per i pannelli fotovoltaici.
Spazio
Il secondo vantaggio che presenta il nucleare in rapporto alle altre fonti di energia riguarda la gestione dello spazio. L’occupazione massiccia del territorio o delle coste marittime dai campi eolici o fotovoltaici, la devalorizzazione patrimoniale del fondo occupato per la vicinanza di questi campi per quanto riguarda la biodiversità hanno suscitato, in questi ultimi anni, un rigetto da parte delle popolazioni, che hanno sviluppato, per questo fatto, una ostilità nei confronti della transizione energetica. Ne consegue che l’occupazione dello spazio in mare e sulla terra per la produzione di elettricità è un elemento diventa più importante se la superficie “sacrificata” sarà grande. La tabella 2 riporta la quantità necessaria per produrre 500 TWh per anno (l’equivalente, ad esempio, del consumo annuale francese di elettricità) secondo le tecniche attuali di produzione.
Tabella 2: Fonte United Nations Economic Commision for Europe, 2021
Superficie in km2 sulla quale la biodiversità è gravemente ostacolata, per quanto riguarda il suolo, secondo le differenti tecnologie di produzione di elettricità di 500 TWh:
Tecnica
Nucleare
Fossile
Solare
Eolica
Biomassa
Per km2
4
10
200
1.200
5.000
L’atout della densità energetica del nucleare dimostra la sua pertinenza, da tenere in considerazione.
Durata di vita degli impianti
Se consideriamo la durata di vita dei mezzi di produzione di elettricità che non emettono CO2 (reattori, eolico, pannelli fotovoltaici), la quasi totalità di quelli che esistono oggi (fatta eccezione per i reattori recenti) dovranno essere sostituiti tra 20 e 30 anni. Saranno necessari delle centinaia di miliardi di euro (Md€) per il loro rinnovo così come la loro potenza per soddisfare i nuovi bisogni legati alla crescita del consumo di elettricità. La durata di vita dei reattori nucleari (60 anni) è un vantaggio decisivo in confronto agli impianti eolici e ai pannelli solari (da 20 a 25 anni). Inoltre la filiera nucleare apporta la crescita della ricchezza e dell’impiego. Il Fondo Monetario Internazionale ha valutato, considerando diversi fattori, il ritorno nel PIB di uno stesso investimento nelle energie fossili, solari, eoliche e nucleari. Ha ottenuto i fattori moltiplicativi così elencati:
Tra 1,1 e 1,5 per l’eolico ed il solare che consumano molte materie prime, e apportano degli impieghi industriali e nei servizi;
Più di 4 per il nucleare che apporta numerosi posti di lavoro ben remunerati e di lunga durata.
Ciò significa che se un Paese possiede una industria completa in ciascuna delle filiere industriali, il suo investimento sarà moltiplicato per il fattore indicato, come ritorno e durata, nel PIB. Come esempio: la Francia che beneficia di una industria nucleare completa con un investimento di 50 Md€ nei 6 reattori EPR2 si tradurrà, nel tempo ed in totale, per un apporto di 200 Md€ al PIB francese. Mentre, per l’eolico e il solare, la maggior parte dei componenti è di provenienza da Germania e Cina, il beneficio sarà minore, probabilmente inferiore a 1. Questo vantaggio considerevole dell’energia nucleare, che apporta un ritorno, per quanto riguarda il PIB, 4 volte superiore all’investimento iniziale e prevede degli impieghi numerosi ad alto valore aggiunto, è la ragione per la quale numerosi paesi cercano attualmente di sviluppare e acquisire una industria nucleare.
Si tenga presente infine, ed è questo l’atout più importante per l’energia nucleare, il controllo della gestione e la veramente limitata emissione di CO2. Questi due argomenti classici in favore del nucleare sono documentati e convalidati. Per quanto riguarda l’emissione di CO2, la tabella 3 confronta i dati di 3 Paesi.
Fonte: ENTSO-E (European Network of Transmission System Operators for Electricity.
ho operato da sempre nel settore dell'alimentazione degli animali da reddito in Europa e nel mondo. Benessere animale, sicurezza dei manipolatori, degli utilizzatori e dei consumatori sono le linee direttrici. Un aspetto importante è lo sviluppo durevole e i ruoli per i giovani nonché l'accessibilità per i meno abbienti a derrate alimentari sicure
La sostenibilità è il processo di cambiamento nel quale l’attività o uso dello sfruttamento delle risorse, il piano degli investimenti ambientali, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e le modifiche istituzionali sono tutti in sintonia e valorizzano il potenziale attuale e futuro al fine di far fronte ai bisogni e alle aspirazioni dell’uomo.[1] Consapevolezza Etimologia: Il termine deriva dal latino “ conscientia “, composto da “ cum ” (con) e “ scire ” (sapere), indica quindi un “sapere insieme “, una conoscenza condivisa. Il termine “ consapevolezza ” è stato coniato nel XIII secolo dal filosofo Tommaso d’Aquino. consapevolezza (approfondimento) f sing (pl.: consapevolezze) condizione di…
(dono divino, radicate in Dio ma operanti nella storia) Sono orientate al senso ultimo della vita e al bene assoluto. Nella cultura cristiana, ma anche in chi cerca una “vocazione” nel proprio lavoro, sono le virtù del cuore e della speranza. Fede – Fiducia nella verità e nel bene Definizione: Apertura fiduciosa alla verità, anche…
(Platone, Aristotele, Cicerone, Tommaso d’Aquino) Fondano l’etica naturale. Sono le “cerniere” (cardo) della vita buona e dell’azione virtuosa. Prudenza (phronesis) – La regina delle virtù Definizione: La capacità di scegliere bene i mezzi per un fine buono, valutando le conseguenze, il contesto e il momento opportuno. Nella zootecnia: Valutare strategie di allevamento, innovazioni tecniche, normative,…
FOCUS SU REGIONI E PROVINCE – ITALIA Ecco un focus dettagliato sulla distribuzione territoriale dei suicidi per motivazioni economiche (che includono agricoltori/imprenditori) in Italia, suddiviso per regioni e province, utilizzando i dati 2012–2019 dell’Osservatorio “Suicidi per motivazioni economiche”: Distribuzione regionale (2012–2019) Nord‑Est (43,4 %): l’area più colpita, con in testa il Veneto (≈ 15–17 % dei casi totali)….
Leave a comment