Nella prima mappa che ho fatto avevo scritto rapporto con i genitori, in quanto stavo riflettendo sulla correlazione figlio → genitore (il senso della freccia è importante). Ma credo che l’uso di gerarchia aiuti meglio nella definizione della dipendenza: con i genitori, con la società, con un partner, con me stesso, con Dio. Gerarchia perché comunque ho una dipendenza. Gerarchia che posso aver visto in un modo, magari adorandola o affidandomi ciecamente, e poi, passando il tempo e le mie interazioni ambientali, societali, intime, vedo con altri occhi, giudico in maniera diversa.
Ed è determinante la figura del giudice, “colui che dice il diritto”, diritto “dirigere”.
Non ho chiarito sufficientemente quello che qui definisco come gerarchia, ma che sarebbe stato meglio definire con autorità. Con i diversi tipi di autorità: padre (nel senso definito dalla scolastica), del signore hegeliano, del capo aristotelico, del giudice platoniano. Ma anche del pontifex (carisma spirituale), del magister (carisma della sapienza a cui posso attingere ma per il “mio trafficare”), dell’artifex (osservando anche con curiosità [voler volere essere curioso]), per potermi allontanare dal munifex (colui che mi può solamente pagare).
In queste riflessioni risulta importante chi, per il figlio, è il giudice e quindi come si pone l’ottica del figlio nella visione-definizione che lui figlio ha del giudice. Dato che devo essere giudicato preferisco, anzi preferirei, esserlo da un insieme di giudici che non da uno solo. Utile il richiamo al saggio di Voltaire “della seggetta” in merito all’estrema variabilità di giudizio di un unico e potente giudice. Anche se qui siamo nell’intimo soggettivo non possiamo non riconoscere che l’unicità ed il potere di tolleranza dell’organo giudicante ha il suo valore.
Sento di dover introdurre, proprio a questo riguardo, del sentirsi nel politeismo e nel monoteismo, e per monoteismo, in maniera specifica Geova.
Un numero maggiore di dei mi consente una poliedricità creativa, mi è più facile sentirmi in grazia anche se con uno in particolare proprio non mi ci trovo.
Geova ed i suoi dieci comandamenti non può che inchiodarmi al senso di colpa. Per di più è un Dio inconcepibile, invisibile, grandissimo, eterno, onnipotente e per di più onnipresente, con una legge ferrea, quindi qualsiasi cosa faccia la farò male, a meno di essere ……, ma anche suo figlio ha avuto forti problemi relazionali con siffatto e terribile padre.
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